R32 porta il cambiamento nel campo dell'aria condizionata


Pro May 5, 2020 winter-picto summer-picto

Sintesi

R32 ha svolto un ruolo fondamentale nell’abbandono dell’R410A ad alto GWP nei sistemi di climatizzazione split, VRF e rooftop, offrendo un GWP inferiore (675) e notevoli vantaggi in termini di prestazioni. Tuttavia, il regolamento UE sui gas fluorurati rivisto, il Regolamento (UE) 2024/573, sta accelerando la transizione verso refrigeranti a GWP molto basso. Sebbene l’R32 rimanga ancora oggi una soluzione valida, le future restrizioni indicano che dovrebbe essere considerato un refrigerante di transizione piuttosto che la soluzione a lungo termine per le applicazioni HVAC.

L’R32 ha contribuito a guidare la transizione dall’R410A, ma le più recenti norme UE sui gas fluorurati stanno ora spingendo il mercato verso refrigeranti con un GWP ancora più basso.

Cosa prevede il regolamento sui gas fluorurati riguardo all’R32?

Il regolamento UE sui gas fluorurati rivisto, Regolamento (UE) 2024/573, ha accelerato l’abbandono dei refrigeranti ad alto GWP negli impianti di climatizzazione e nelle pompe di calore. Adottato nel febbraio 2024 e applicabile a partire da marzo 2024, il regolamento abroga il regolamento (UE) n. 517/2014 e rafforza la riduzione graduale degli HFC, i divieti sui prodotti, la prevenzione delle perdite, il recupero e gli obblighi di rendicontazione.

Questa pressione normativa ha spinto i produttori ad abbandonare l’R410A, che presenta un elevato GWP pari a 2088, a favore di alternative con GWP inferiore, come l’R32. L’R32 è un HFC con molte caratteristiche simili all’R410A, in quanto è uno dei due componenti della miscela R410A, ma presenta un GWP significativamente inferiore, pari a 675.

L’R32 rimane rilevante poiché il suo GWP è inferiore alla soglia di 750 applicabile a determinati sistemi split di dimensioni ridotte. A partire dal 1° gennaio 2025, i sistemi split singoli contenenti meno di 3 kg di gas fluorurati ad effetto serra potranno essere immessi sul mercato dell’UE solo se il refrigerante ha un GWP inferiore a 750. Tuttavia, il regolamento F-Gas rivisto introduce limiti futuri più severi per gli impianti di climatizzazione e le pompe di calore, il che significa che l’R32 dovrebbe ora essere considerato un importante refrigerante di transizione piuttosto che una soluzione a lungo termine per tutti i sistemi di climatizzazione e le pompe di calore.

L’R32 è un refrigerante di transizione adatto per gli impianti di climatizzazione e le pompe di calore?

Molti produttori di condizionatori, sistemi VRF e unità rooftop hanno lanciato impianti che funzionano con l’R32, e il refrigerante è ormai ampiamente utilizzato nelle nuove apparecchiature come alternativa all’R410A con un GWP inferiore. Il suo ruolo è quindi passato da opzione emergente a refrigerante di transizione consolidato.

Tuttavia, la fase successiva della transizione dei gas fluorurati sta già influenzando la progettazione delle apparecchiature. A partire dal 2029, i nuovi sistemi split con una potenza nominale fino a 12 kW dovranno rispettare un limite di GWP pari a 150, mentre i sistemi split di dimensioni maggiori saranno anch’essi soggetti a restrizioni graduali. Anche altre categorie di prodotti, tra cui i sistemi VRF e le unità rooftop, sono interessate dalla più ampia riduzione graduale degli HFC e dalle restrizioni specifiche per prodotto; ciò significa che i produttori devono valutare la scelta dei refrigeranti in base al tipo di apparecchio, alla potenza e all’applicazione. Di conseguenza, si prevede che le alternative con GWP molto basso, compresi i refrigeranti naturali laddove tecnicamente e in termini di sicurezza fattibile, assumeranno un ruolo sempre più importante.

Quali sono i vantaggi dell’R32?

A seconda del tipo e del design dell’impianto, le caratteristiche dell’R32 consentono ai produttori di offrire agli utenti finali una serie di vantaggi per i loro impianti, quali lunghezze delle tubazioni estese – in alcuni casi del 25% più lunghe rispetto a quanto era possibile in precedenza; una maggiore “portata” dall’unità esterna a quella interna; e volumi di refrigerante dell’impianto inferiori del 20% rispetto all’R410A, grazie alla maggiore capacità volumetrica.

L’aumento leggero della pressione e della densità contribuisce inoltre a un miglioramento complessivo dell’efficienza del sistema rispetto all’R410A, nonché a una riduzione del 10% del consumo elettrico del sistema rispetto all’R22, un altro refrigerante comunemente utilizzato nei sistemi di climatizzazione più datati.

Ulteriori vantaggi del nuovo refrigerante includono una maggiore capacità di riscaldamento a temperature ambiente più basse; un recupero e un riutilizzo più semplici, grazie alla sua natura monocomponente; e una riparazione più agevole delle perdite, dovuta all’assenza di glide.

Cosa occorre considerare quando si utilizza l’R32?

Sebbene l’R32 sia classificato come A2L, ovvero leggermente infiammabile, può essere utilizzato in sicurezza quando gli impianti sono progettati per questo refrigerante e installati, sottoposti a manutenzione e riparati da personale competente. Una valutazione adeguata dei rischi, una ventilazione adeguata, i limiti di carica, la prevenzione delle perdite e il rispetto delle norme di sicurezza applicabili, come la norma EN 378, rimangono essenziali, in particolare in spazi chiusi o durante le operazioni di carica e recupero.

Una volta comprese queste precauzioni, la gestione dell’R32 risulta relativamente semplice per i professionisti qualificati. Tuttavia, poiché è leggermente infiammabile, dovrebbe essere utilizzato solo in impianti di climatizzazione o pompe di calore specificamente progettati e omologati per l’R32, e non dovrebbe essere impiegato come refrigerante di retrofit in sistemi progettati per l’R410A, a meno che non sia esplicitamente consentito dal produttore.

Gli strumenti di manutenzione e le attrezzature di recupero devono essere adatti ai refrigeranti A2L e compatibili con l’R32, inclusi manometri, rilevatori di perdite, unità di recupero, pompe per vuoto e bombole di recupero adeguati. I tecnici devono sempre seguire le istruzioni del produttore e i requisiti nazionali applicabili in materia di certificazione e formazione.

Domande frequenti

Che cos’è l’R32?

L’R32 è un refrigerante idrofluorocarburo utilizzato in molti moderni impianti di climatizzazione e pompe di calore, compresi i climatizzatori split, i sistemi VRF e alcune unità rooftop. Ha un GWP inferiore rispetto all’R410A e può garantire prestazioni efficienti dell’impianto, ma è comunque un HFC e rimane soggetto alla più ampia riduzione graduale degli F-Gas.

L’R32 è ancora consentito ai sensi delle più recenti norme UE sugli F-Gas?

Sì, l’R32 può ancora essere utilizzato in alcune applicazioni poiché il suo GWP di 675 è inferiore alla soglia di 750 applicabile a determinate apparecchiature. Tuttavia, il Regolamento (UE) 2024/573 introduce limiti futuri più rigorosi per gli impianti di climatizzazione e le pompe di calore, pertanto molte applicazioni dovranno orientarsi sempre più verso refrigeranti con un GWP molto più basso.

L’uso dell’R32 è sicuro?

L’R32 è classificato come A2L, ovvero leggermente infiammabile, pertanto deve essere utilizzato in apparecchiature progettate per questo refrigerante e maneggiato da professionisti qualificati. Una corretta installazione, manutenzione, ventilazione, controllo della carica e l’uso di strumenti compatibili sono essenziali per un funzionamento sicuro.

Come posso saperne di più sulle prestazioni dei condizionatori d’aria, dei sistemi VRF o delle unità rooftop?

Sebbene il refrigerante utilizzato all’interno dei sistemi sia importante, non è l’unico fattore determinante per quanto riguarda le prestazioni del prodotto. La Certified Product Directory di Eurovent Certification  fornisce dati verificati, accurati e comparabili sulle prestazioni e sull’efficienza energetica di migliaia di prodotti per la climatizzazione e le pompe di calore. Il suo utilizzo è completamente gratuito ed è disponibile online 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Perché è importante scegliere unità certificate Eurovent?

I prodotti che vantano la certificazione Eurovent Certified Performance hanno superato un processo di certificazione completo e imparziale. Ciò garantisce a progettisti, installatori e utenti finali la certezza che i dati sulle prestazioni pubblicati siano stati verificati in modo indipendente e da esperti. Ciò contribuisce a ridurre il rischio di scegliere apparecchiature con prestazioni inferiori alle aspettative, che consumano più energia del previsto o che non riescono a fornire la capacità di raffreddamento o riscaldamento richiesta.

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